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  • mercoledì 29 agosto 2018
  • Test Materiali
Racchetta Dunlop Srixon Revo CV 5.0 OS: il nostro test

La Dunlop Srixon Revo CV 5.0 OS è big in tutto, dalla dimensione del ovale di 105 pollici quadrati alla lunghezza del telaio che misura 69.21 pollici: proprio queste caratteristiche sono il suo punto di forza.

Gli oversize sono telai troppo sottovalutati dalla maggior parte degli amatori ed invece risolverebbero i problemi di tanti e farebbero la loro fortuna.

Usciamo dal luogo comune che un piatto grande è da giocatori scarsi o da ragazze o da giocatori di una certa età, ricordate che Andrè Agassi e gabriela Sabatini qualcosa hanno vinto con piatti oversize.

Piatto corde e sweet-spot più ampio che perdona molti errori, maneggevolezza, peso contenuto garantendo comunque ottime prestazioni e una facilità di gioco che perdona molti errori “da AMATORI”, sono le basi per un telaio che salverebbe molti quarta.

SCHEDA TECNICA

Ovale: 105 pollici quadrati
Peso non incordata: 270 gr (rilevato 268.9 gr)
Schema corde: 16x19
Bilanciamento non incordata: 33.5 (rilevato 33.2)
Lunghezza: 69.21 cm
Inerzia: 314
Rigidità: 68 RA ( 70 RA Dinamica rilevata)
Profilo: 23-26.5-23
Materiali: Grafite e Sonic Core VG
Colore: Bianca-Nero-Rosso

TECNOLOGIE UTILIZZATE

V-ENERGY SHAFT 2: un incavo sulla parte esterna degli steli che migliora l’aerodinamica e le permette di generare spin in modo più efficace.
SONIC CORE: maggiore stabilità e comfort al impatto.
SYNCHRO CHARGE: assorbe in modo ottimale le vibrazioni anche nei colpi decentrati.
STRAIGHT STRING SYSTEM: ottimizza l’angolo del foro passacorde ed amplia lo sweet-spot.

ESTETICA

Bianco e nero sono i colori predominanti, con serigrafie rosse come le scritte Dunlop e Revo sullo stelo esterno della gola e sotto la testa del telaio.
Il nero riempie gli steli esterni della gola ed il suo ponte, oltr la quasi totalità della testa del telaio.
Fanno da contrasto, in modo molto elegante, il bianco che riempie la restante parte del telaio come gli incavi utilizzati per formare la V-Energy shaft 2, la parte interna della gola e la base della testa.

L’ estetica in linea generale e molto sobria ed elegante e molto piacevole da vedere.
Personalmente trovo che sia in assoluto l’abbinamento più bello della serie CV, insieme al modello CV 5.0, che invece delle serigrafie rosse le ha di colore azzurro.

Un telaio che per colorazione può piacere ad un ampio spettro di persone, e di varie età.

PROVA SU CAMPO

Il telaio, secondo me e secondo le prove fatte con tennisti di vario livello, per sua stessa natura si adatta perfettamente al giocatore che comincia e si avvicina a questo sport e anche ad un’quarta categoria di medio livello.

Come già sottolineato il piatto da 105 pollici aiuta tantissimo nei colpi decentrati, limita le cosiddette stecche e fa sbagliare molto meno rispetto a telai dalla natura più agonista.
Il peso di 270 gr facilita la maneggevolezza per il pubblico femminile e per chi si avvicina a questo sport, oltre al giocatore che può avere qualche problema fisico o che gioca non spessissimo e che non ama pesi elevati.
Il giocatore di quarta di livello un po’ più avanzato invece resterà soddisfatto del fatto che le basi tecnologiche utilizzate sono le stesse della sorella maggiore CV 3.0.
Queste abbinate ad un'inerzia non proprio bassissima (314 punti incordata), un bilanciamento di 33.5 cm inserito su un telaio long body (corpo lungo) da 69.21 cm ed un profilo a sezione variabile da 23/26.5/23, lo rendono un telaio dalle ottime prestazione.

Come accennato in precedenza, potrebbe diventare un’arma letale con un corretto lavoro di custom, lavoro che miri ad una distribuzione corretta dei pesi per aumentare l’inerzia e far diventare la CV 5.0 OS un telaio di fascia agonista.

Tornando alla prova su campo, mi ha stupito molto la potenza generata con molta facilità, come il facile accesso allo spin nonostante il basso peso.

Il fatto stesso che sia una long body e una oversize, una profilata a sezione variabile, oltre ad avere una distribuzione certosina delle masse ed un ottimo lavoro di polarizzazione, colmano il gap di peso rendendo la racchetta comunque un telaio dalle ottime prestazioni.
Infatti sono rimasto proprio stupito dalla cattiveria nascosta in un peso medio/basso e dalle prestazioni e sensazioni che mi ha dato.
Facendo un esempio automobilistico, sembrava che avesse più cavalli di quelli dichiarati.

Analizzando i singoli colpi in modo veloce, visto che in pratica abbiamo già svelato quasi tutto, direi che il dritto e il servizio piatto sono i colpi che maggiormente mi hanno sorpreso.

Nel servizio, la maggiore lunghezza e l’ampio ovale, si sentono e abbinati ad un piatto corde aperto e poco fitto generano una palla molto veloce.

Ottimo il livello di spinta e di spin, e il piatto da 105 pollici non è stato mai troppo ingombrante o limitante, spesso me ne dimenticavo e giocavo esattamente come se avessi in mano un piatto 100.

Anche sotto rete non ho avuto particolari problemi e il livello di stabilità e di maneggevolezza è davvero ad ottimi livelli.

Anche in risposta a colpi improvvisi e veloci non ha rallentato o impacciato i miei movimenti.

Il gioco da fondo è il suo habitat naturale e l’ampio sweet spot aiuta tantissimo nei recuperi e nella spinta dando un livello di controllo ottimo.
Ovviamente non da la sensibilità e la precisione tipici di piatti più piccoli, ma neanche sembra di colpire a caso.

Lo spin c’è ed è anche abbastanza naturale.
Capiamoci, non è una spin machine, ma i passacorde utilizzati (gli stessi della Cv 3.0) e il sistema v-energy shaft 2 (sempre lo stesso della CV 3.0)  dona un elevato livello di aerodinamicità che permette di generare una palla dagli ottimi effetti ed anche pesante.

Il back non è uno dei suoi colpi più naturali, al contrario del rovescio bimane che viene fuori davvero in modo veloce e cattivo.
Diciamo che è abbastanza morbido e più un colpo difensivo che di attacco in questo caso.

Infine parliamo del servizio.
Come detto in precedenza i suoi 69.21 cm e l’ovale ampio, sono assolutamente l’ideale per il servizio piatto, che secondo me è alla lunga il servizio migliore in questo caso.
Cattivo, potente e anche abbastanza preciso, limita di molto gli errori ed aiuta molto dando una forte sicurezza al giocatore.
In alternativa meglio lo slice che il kick.
Gli effetti non vengono fuori affatto male, mentre personalmente, nel kick ho trovato più difficoltà con un piatto ampio ed una racchetta più lunga.

Chiudo la recensione dicendovi di provare questo genere di telaio e di non aver pregiudizi verso la categoria degli oversize, perché sarò logorroico ma sono sicuro che aiuterebbero molti di noi.

INFO E RINGRAZIAMENTI

Ringrazio Dunlop per avermi fornito i materiali.
L’attrezzatura utilizzata per le misurazioni è dell’azienda PRO-T-ONE.
La racchetta è stata testata con le corde by String Project Armour Soft a 21/21 Kg. e Magic 1.25 a 22/22 kg.

Per chi volesse seguirmi nei miei test e lavori vi giro i miei contatti:
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