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  • lunedì 2 luglio 2018
  • Test Materiali
Racchetta Dunlop Srixon Revo CV 3.0: il nostro test

I prodotti del marchio Dunlop hanno fatto la storia del tennis: dalla mitica racchetta “Max 200G” di John Mc Enroe alle palline Dunlop Fort, protagoniste di tanti appassionanti match; ma come mai sulla nuova linea ammiraglia di telai viene inserito  anche il  marchio Srixon?

Sumitomo Corporation colosso giapponese con sede a Kobe, dopo aver acquisito il ramo pneumatici di Dunlop, da inizio anno controlla e gestisce anche la divisione sport.

Srixon, già noto  per una grossa esperienza nel golf, è il loro marchio sportivo che ritroveremo anche sui telai di progettazione giapponese di fianco a Dunlop.

Questo non solo per una questione di comunicazione ma come scelta ben precisa a indicare che la storia di Dunlop si unisce all’avanguardia tecnologica di Sumitomo Corporation.

In sintesi: un mix di conoscenza e tradizione che unite insieme, partono per un nuovo progetto di ricerca tecnologico, con grossi capitali.

Per far capire la mole e la qualità del progetto, basti dire che solo nel 2018 sono stati investiti 9 milioni di euro in sponsorizzazioni nel circuito Atp  e Wta, oltre al rinnovo  fino al 2019 con gli internazionali di Roma.

Sul fronte tecnologico gli investimenti saranno di 700,000 dollari annui (contro i 40,000 dollari di media dei concorrenti) con il chiaro intento di tornare tra i primi 3 marchi leader al mondo.

Tecnolgia che ritroviamo nei nuovi telai, serie CX e CV, la prima creata per il giocatore di stampo classico e la seconda per il giocatore moderno.

In questa recensione andremo ad analizzare il modello Dunlop/Srixon Revo CV 3.0, racchetta moderna dove l’equilibrio la fa da padrona.

SCHEDA TECNICA

Ovale: 100
Peso non Incordata: 300 gr - rilevati 302 gr
Schema corde: 16x19
Bilanciamento non incordata: 32 - rilevato 32.3
Lunghezza: 68,5
Inerzia: 318
Rigidità: 68 statica rilevata 69
Profilo: 23-26-23
Materiali: Grafite e Sonic Core
Colore: giallo e nero con serigrafie bianche

ESTETICA

Sulla CV 3.0 il nero ed il giallo la fanno da padroni, due tinte che insieme rappresentano il massimo contrasto sono però smorzate da una elegantissima vernice opaca. Insomma un classico dal sapore moderno che piace ai giovani ma con una finitura ed una eleganza che strizza l’occhio al senior.

Entrando nei particolari, il telaio parte in testa full black fino a metà ovale per poi scalare gradualmente fino agli stelli con il giallo mixato a rifiniture nere con effetto maglia al interno.

Vista frontalmente, troviamo la scritta Dunlop sullo stelo destro e sulla gola, mentre Revo CV 3.0 su quello sinistro.

Lungo tutto il sotto testa del telaio troviamo, in bella vista a partire da destra, la serigrafia Srixon Revo CV 3.0 e subito dopo tutta la scheda tecnica.

Nella parte interna degli steli troviamo, una scritta che identifica dove è stato studiato il telaio “Engineered in Kobe, Japan” e lo storico logo della Dunlop alla base degli steli, subito sopra il manico.

In bella vista tutte le serigrafie delle tecnologie utilizzate, la scritta v-energy shaft 2 nel incavo ai lati degli steli, synchro charge sul lato destro del ovale ad ore 3 la scritta Sonic Core V6 girando il telaio sempre ad ore 3.

TECNOLOGIE UTILIZZATE

V-ENERGY SHAFT 2: un incavo sulla parte esterna degli steli che migliora l’aerodinamica e le permette di generare spin in modo più efficace.

SONIC CORE: maggiore stabilità e comfort al impatto.

SYNCHRO CHARGE: assorbe in modo ottimale le vibrazioni anche nei colpi decentrati.

STRAIGHT STRING SYSTEM: amplia lo sweet spot.

PROVA SU CAMPO

La Revo CV 3.0  profilata di casa Dunlop/Srixon, rientra a pieno titolo nella categoria delle spin machine: telai studiati per i giocatori che fanno di rotazione ed effetto la propria arma di gioco.

A Kobe sono riusciti a progettare un telaio molto equilibrato che non genera spin/ pesantezza di palla in modo marcato quasi automatico, ma in maniera misurata e che rende  gestibile e preciso il colpo: una spin machine “educata”.

Oltre questo, le altre due caratteristiche che mi hanno maggiormente colpito sono l’aerodinamicità e l’ampiezza dello sweet spot.

Nonostante il telaio abbia un profilo variabile (23/26/23) non si ha la sensazione ingombrante che per natura stessa questi profili possono dare, ma grazie al sistema V-ENERGY SHAFT 2 e ai suoi incavi negli steli il telaio scorre veloce donandoci la sensazione di giocare con un profilo più sottile.

Questo ha come vantaggio una maggiore “dolcezza e naturalezza” del movimento del braccio ma pretende uno swing ampio e veloce per generare potenza e pesantezza di palla.

Il giocatore che cerca potenza e spin con facilità, potrebbe storcere il naso. Al contrario queste caratteristiche faranno felice il giocatore che cerca un gioco moderno ma non ha problemi a generare velocità. Per semplificare il tutto direi che ha più spin-touch che spin-power.

L’altro fattore che mi ha colpito in modo positivo è l’ampiezza dello sweet spot, grazie allo STRAIGHT STRING SYSTEM tecnologia che permette di allineare precisamente i fori alle corde.

Questo permette di avere un piatto corde con tensione più uniforme e una superiore durata della tensione dinamica, donando più comfort al braccio.

In conclusione direi che si tratta di un telaio moderno ma dall’anima classica, non adatto a chi cerca spinta gratuita e super spin ma se siete quel tipo di giocatore che vuole creare un gioco di attacco senza la paura di perdere il controllo e avete la capacità e l’obiettivo di gestire velocità e spin allora è il telaio che fa per voi.

La REVO CV 3.0 può adattarsi sia al amatore con swing ampio e buona base tecnica (per l’ampio sweet spot e il controllo della potenza) che al giocatore intermedio/agonista che ha un gioco ricco di effetti e magari avendo già molta spinta propria, cerca una spin machine con più controllo e sensazioni.

DA FONDOCAMPO

Maneggevole, veloce e stabile sono le sensazioni che mi ha dato.

Con uno swing veloce regala anche ottima potenza e genera una palla pesante e precisa.

Molto soddisfacente anche la sensazione di pienezza che si ha quando si colpisce, data anche da uno sweet spot molto ampio che aiuta nei colpi decentrati.

Ottima anche nei colpi piatti in quanto, come detto in precedenza, non avendo una potenza bruta per avere controllo non bisogna per forza arrotare tantissimo.

Questo permette di generare anche una palla lineare e piatta stabile e anche qui con un ottimo controllo

IL SERVIZIO

Prende subito velocità il servizio piatto e la palla va esattamente dove ci aspettiamo che vada.

Lo slice è efficace anche se non cattivissimo e potrebbe essere un ottima soluzione per aprirsi il campo esternamente per poi scendere a rete per chiudere il colpo ( lo so….questa è la mia fantasia che viaggia ).

Kick più profondo che alto, anche qui potrebbe essere un’ottima soluzione per una seconda che allontani l’avversario e ci permetta di impostare il nostro gioco dopo la sua risposta (oggi sono proprio fantasioso)

A RETE E SMASH

Efficace è il termine che mi viene in mente, sbaglia poco e da grosse soddisfazioni.

Stabilità, maneggevolezza e l’ampio sweet spot aiutano e donano molta efficacia al player che ama questi colpi.

Efficacia che si sente sia nei colpi piatti netti e decisi che con le palle tagliate.

Sotto rete si sente molto marcatamente la sua “anima classica” a tratti non sembra neanche una spin machine.

IL BACK

Basso, profondo e tagliente.

Il vostro avversario farà fatica a rialzare la palla ed anche con questo colpo la sensazione di controllo e precisione è a livelli altissimi.

CONCLUSIONE

“Racchetta da spin con l’anima da classica” è la sensazione che più volte mi ha dato.

Non regala potenza gratuita ma si lascia giocare che è un piacere con una stabilità e maneggevolezza quasi da telaio non profilato.

Equilibrata in tutto e con una precisione a livelli top, lo spin c’è ma va attivato con colpi veloci.

INFO E RINGRAZIAMENTI

Ringrazio Dunlop per avermi fornito i materiali.

L’attrezzatura utilizzata per le misurazioni è dell’azienda PRO-T-ONE.

La racchetta è stata testata con la corda High String Armour Soft a 21/21 Kg.


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