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Ibrido reverse String-Kong Gibbon 1.30 e Yeti 1.17: il nostro test

Le corde

Come primo approccio al marchio String-Kong abbiamo deciso di testare in ibrido reverse le Gibbon e le Yeti.

La Gibbon è un multifilamento potente, con una discreta proponsione allo spin ed un'ottima tenuta di tensione.
E' consigliabile a tutti i tennisti, dall'amatore all'agonista, che sono alla ricerca di una corda dalla buone prestazioni generali e gentile con il braccio.
Il range di tensioni consigliate dalla casa è tra i 22kg ed i 24kg.
La corda è di colore naurale e disponibile nel calibro 1.30mm.
Prezzo indicativo: 15 euro circa a matassina di 12 metri.

La Yeti invece è un co-poly con una bassa elasticità e con un'ottima tenuta di tensione che fa del controllo il proprio punto di forza.
Corda principalmente indicata ad un pubblico agonista che ne sappia esaltare le ottime doti di controllo e sia abituato a gestire corde poco elastiche e piuttosto rigide.
Il range di tensioni consigliate dalla casa è tra i 18kg ed i 22kg.
La corda è commercializzata con colore bianco e disponibile nei calibri 1.17 e 1.26mm.
Prezzo indicativo: 9 euro circa a matassina di 12 metri. 


Il setup della prova

Abbiamo montato le Gibbon 1.30 e le Yeti 1.17 in ibrido reverse su una Wilson Blade 98 18x20.
Le Gibbon sulle verticali tirate a 22kg con pre stretch del 10% e le Yeti sulle orizzontali tirate a 21.5kg.
Entrambe le corde non hanno dato problemi in fase di incordatura.


Durata/Stabilità tensione corde

Di base entrambe le corde hanno un'ottima tenuta di tensione, decisamente sopra la media.
Attualmente sono a circa 12 ore di gioco e le corde sono ancora più che giocabili.


Potenza

Ottime le Gibbon in termini di potenza.
Il fatto di montarle sulle verticali garantisce la generazione di molta potenza all'impatto.
Una potenza comunque sempre "controllata".
Ottime in fase di spinta, la palla esce sempre "pesante" dal piatto corde.


Controllo

Controllo super!
Sia le Gibbon che le Yeti hanno di base un'ottimo controllo (in particolare le seconde) che in ibrido viene ulteriormente esaltato.
Si riescono a gestire bene tutti i colpi, da fondo campo sia in contenimento che in attacco ed a rete.


Sensibilità e comfort

Buono anche il comfort.
Per caratteristiche e strutturazione sicuramente più confortevoli le Gibbon delle Yeti.
Con la configurazione della prova il comfort è più che buono, garantito dal montaggio delle Gibbon sulle verticali.
La sensibilità è discreta anche se a sensazione questo settaggio è orientato principalmente ai "picchiatori" che prediligono il gioco "piatto".


Spin

Come detto precedentemente sono armeggi che si adattano più ad un gioco "piatto" rispetto ad un gioco "arrotato".
Le Gibbon hanno una discreta propensione allo spin mentre le Yeti decisamente meno. 
Ibridando come da prova si andranno comunque a sfruttare le doti di spin delle Gibbon che sono nella media.


Conclusioni

Questo ibrido ci ha piacevolmente stupito!

L'esuberanza delle Gibbon unito alla solidità delle Yeti crea un connubio di potenza e controllo garantito nel tempo da un'ottima tenuta di tensione.

Scelta consigliata ai grandi picchiatori che sono alla ricerca di potenza controllata ed in generale ottima per tutte le tipologie tdi tennisti (dal principiante all'agonista) che preferiscono il gioco piatto a quello arrotato.
Buon settaggio anche per il gioco a rete. 
 

Ottimo il rapporto qualità/prezzo: con circa 12 euro si avrà a disposizione un'incordatura di assoluto livello e con doti di longevità sopra la media.


Ringraziamo String-Kong (in particolare Ivan Buffoni) che ci ha fornito le corde per le nostre prove.


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